In Iran, da fine dicembre 2025 e in questi primi giorni di gennaio 2026 è in corso una nuova ondata di proteste di massa contro il regime, con una repressione molto dura e un quasi totale blackout di internet. Le manifestazioni sono diffuse in decine di città, coinvolgono anche studenti e donne, e combinano rabbia per la crisi economica con richieste esplicite di cambiamento politico e fine della Repubblica islamica.
Contesto attuale
- Le proteste sono iniziate a fine dicembre 2025, spinte da inflazione altissima, disoccupazione e condizioni di vita sempre più difficili.
- In pochi giorni si sono estese a oltre cento città e a gran parte delle province del paese, compresa Teheran.
- In molte manifestazioni si sentono slogan apertamente contro la Guida Suprema Ali Khamenei e contro l’intero sistema della Repubblica islamica.
Repressione e vittime
Le autorità stanno rispondendo con una repressione molto dura.
- Organizzazioni per i diritti umani parlano di decine di morti: stime diverse indicano almeno 50–60 manifestanti uccisi, tra cui anche minorenni, e centinaia di feriti.
- Migliaia di persone sarebbero state arrestate, con segnalazioni di detenzioni arbitrarie e violenze in carcere.
- In alcune aree il regime ha schierato anche le forze di terra dei Guardiani della Rivoluzione (IRGC), cosa considerata un segnale di allarme sulla gravità percepita delle proteste.
Blackout di internet e informazione
Per cercare di controllare il flusso di notizie, il governo ha imposto un forte blocco delle comunicazioni.
- Dall’8 gennaio circa molte aree del paese subiscono blackout quasi totali di internet e delle telecomunicazioni.
- Organizzazioni come Amnesty denunciano che questo serve anche a nascondere violenze e uccisioni, rendendo difficile verificare i numeri reali delle vittime.
- Nonostante il blackout, circolano ancora video e testimonianze tramite VPN e canali informali, ma il quadro resta parziale.
Dimensione politica e internazionale
Questa ondata di proteste viene descritta come la più ampia dai moti “Donna Vita Libertà” del 2022, e ha una forte dimensione politica.
- Molti osservatori sottolineano il ruolo attivo di giovani e donne, con slogan che chiedono non solo riforme ma un cambio completo di sistema.
- Alcuni analisti ipotizzano diversi scenari: dal prolungarsi di proteste e scioperi generali a una repressione ancora più sanguinosa, fino a eventuali fratture interne al potere, ma al momento non c’è alcuna certezza sull’esito.
- A livello internazionale, vari governi occidentali e ONG per i diritti umani hanno condannato la repressione e chiesto a Teheran di fermare l’uso della forza, mentre il tema è molto discusso sui media e nei forum online.
Clima interno e vita quotidiana
Dietro le notizie ci sono persone che vivono una situazione di grande paura e incertezza.
- Testimonianze personali raccontano un clima di ansia, con famiglie che evitano di uscire, scuole e università chiuse in varie città e un peggioramento ulteriore delle condizioni economiche.
- Molti iraniani, sia dentro che fuori dal paese, esprimono speranza in un futuro più libero ma anche timore per il costo umano di questa nuova fase di scontro.
Se ti interessa, è possibile entrare più nel dettaglio su: come funzionano le proteste in singole città, quali sono i principali gruppi dell’opposizione, oppure che ruolo stanno giocando i vari attori internazionali.
Information gathered from public forums or data available on the internet and portrayed here.
